La guerra della tv in streaming: chi la sta vincendo e perché ha iniziato a stufare

Oramai sono lontani i tempi in cui c’era solo Netflix a farla da padrona. Ricordo ancora quel 22 ottobre del 2015, quando è approdata in Italia. Ero felice come una pasqua; finalmente un abbonamento economico, niente trash, nessuna pubblicità ed una scelta discreta di titoli. Ma la felicità, ahimè, non dura mai in eterno anzi, a volte dura troppo poco. Come nel caso dello streaming on-demand.

Negli ultimi mesi, complice la pandemia, il pubblico è aumentato e tutti i big della Tv si sono lanciati o si stanno lanciando in questo mercato. Più concorrenza vuol dire migliore qualità, almeno questo era ciò che pensavo, e invece mi sono dovuto ricredere. A mio avviso è addirittura accaduto l’esatto opposto.

Grazie a delle promozioni, in questi anni ho avuto modo di provarle quasi tutte, questa è la mia analisi quanto più imparziale è possibile:

 

5

Sky – Now Tv

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Sky vive fuori dal tempo, ha da sempre prezzi troppo alti ed un’offerta che a mio avviso non regge il confronto con le concorrenti. Diciamolo più chiaramente: Sky si regge solo grazie ai tifosi delle squadre di calcio che venderebbero l’anima al Diavolo pur di seguire le partite durante la settimana.

Non voglio esprimermi sulla piattafoma satellitare, quella che ci metti 5 minuti per abbonarti e secoli contornati da una burocrazia pazzesca per fare la disdetta.

Ho provato a dare una possibilità a Now Tv, ma proprio non fa per me. È che non sono più abituato a guardare canali televisivi, dei reality e dei talent ne ho piene le palle e l’offerta di cinema e serie tv proposta non mi piace. Ho letto che di recente ha completamente cambiato le offerte per uniformarsi al mercato, ma a mio avviso sono ancora troppo care. Ad  essere onesti Sky non è Netflix, Sky infatti da lavoro a tante persone che naturalmente devono essere pagate e pertanto il costo sarà sempre esorbitante anche se probabilmente potrebbe avere molti più clienti se solo si allineasse davvero ai prezzi che il mercato offre.

 

4

Mediaset – Infinity

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Infinity Tv è in pratica ciò che resta della bunanima di Mediaset Premium del digitale terrestre. Rispetto a Sky si sono mossi prima per tentare di contenere la concorrenza di Netflix, ma un antico proverbio recita: “Presto e bene non stanno insieme”. L’App di Infinity è disponibile su tutte le piattaforme come iOS, Android, Windows ed è penosa su quasi tutte allo stesso modo. È una app nata già vecchia, lenta e poco fruibile. Il lato positivo è il prezzo, forse è la più economica di tutte, ma a non convincermi è il catalogo.

In un periodo in cui le tv in streaming proliferano sempre più è normale che ognuna riporti al proprio ovile le proprie produzioni, pertanto sopravvivranno solo le piattaforme che ne hanno di proprie e Infinity semplicemente non ne ha.

 

3

Disney Plus

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L’ultima arrivata. La piattaforma che ti sblocca i ricordi. Disney è il colosso per eccellenza, possiede tutto e tutti, eppure ha deciso di presentarsi con un catalogo misero. Posso anche capire che si sia appena avviata in questo nuovo settore ma puntare solo sui classici non è che poi ti invogli più di tanto, tutti noi li abbiamo già: in videocassetta, dvd, blu ray. Discorso a parte per la serie di The Mandalorian, una perla rara. Forse l’unico motivo per cui varrebbe fare un abbonamento di un paio di mesi. A breve arriveranno nuovi canali ma sempre con roba vecchia. A differenza delle altre Tv che ogni settimana aggiungono decine di nuovi contenuti, Disney non aggiunge un benemerito cazzo, infatti a parte qualche piccola variazione, ad oggi il catalogo è quasi lo stesso di un anno fa. Ancora non mi perdono di aver fatto l’abbonamento annuale durante il lockdown un anno fa.

 

2

Netflix

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Il mio rapporto con Netflix è stato quello del primo amore. L’ho desiderata, l’ho amata, poi mi ha fatto incazzare ed infine l’ho mollata. Netflix è stata la prima e solo per questo sarebbe da ringraziare. Per i primi anni ci ha deliziato con serie tv diverse, più libere, più belle, più mature. Poi è arrivato lo scatafascio. Nella disperata corsa ad aumentare le proprie produzioni originali, ha perso la retta via. Da circa un anno sforna serie e film a ritmo da catena di montaggio e nel tempo la qualità ha iniziato a calare, drasticamente. I Teen-drama, il politicamente corretto a tutti i costi e discutibili licenze poetiche (Achille di colore non potrò mai perdonarlo) hanno iniziato a rovinare tutto.Per non parlare poi delle cancellazioni inspiegabili. L’unica serie che non dimenticherò mai è Sense8, cancellata e poi, in extremis recuperata con un episodio conclusivo.

Dopo quasi 6 anni, a malincuore ho disdetto l’abbonamento. Cattiva Netflix, cattiva!

 

1

Prime Video – Amazon

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Amazon Prima ha fatto del “poco ma buono” il suo cavallo di battaglia. Se qualche anno fa qualcuno mi avesse detto che avrei messo Prime Video al primo posto mi sarei fatto grasse risate, non gli avrei mai creduto.

In principio in molti nemmeno sapevano di averlo. Amazon ha inaugurato la piattaforma con un catalogo a dir poco penoso (ma comunque più vario di Disney+), poi però pian piano sono arrivati i titoloni e le serie TV (con gli attributi) autoprodotte. La differenza tra Amazon e i competitor è da ricercare nei tanti soldi che hanno nel coraggio di proporre contenuti di qualità, non obbligatoriamente politicamente corretti.  The Boys ne è un esempio, una serie cattiva, volgare, violenta all’inverosimile, politicamente scorretta e soprattutto stupenda. E cosa dire di “The Expanse” (salvata dalla cancellazione proprio grazie ad Amazon), senza dubbio la migliore serie Tv fantascientifica di sempre. Potrei continuare citandone anche altri.

 

Negli anni 80/90 e il primo decennio dei duemila, a farla da padrona è stata la pirateria. Cd audio falsi, videocassette di contrabbando, DVD pezzotti; poi sono arrivate le prime piattaforme in streaming come Spotify e Netflix e come per incanto piratare non aveva più senso. In tantissimi si sono abbonati perché per la prima volta, ad un prezzo accessibile, avevi tutto a portata di mano. Ciò che sta accadendo ora invece è un grosso, grossissimo salto indietro. A suon di diritti tv, a farne le spese è stata la qualità dell’offerta. Oggi se ne contano a decine: Apple TV, Discovery, HBO, Hulu, CBS All Acces. Una varietà che invece di incentivare, semplicemente ti scoraggia e ti fa passare la voglia di essere onesto.

Per concludere: se questo è il futuro, allora…

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