La favola del Mago di Oz (rivisitata)

Stanotte ho fatto un sogno stranissimo.

Sono sul divano di casa a guardare un film, all’improvviso la trasmissione viene interrotta per far spazio ad un’edizione straordinaria del telegiornale:

La Protezione Civile ha diramato l’allerta rossa.
Raccomandiamo a tutti i cittadini di chiudersi in casa, è in arrivo il Medicane.

“Che cazzo è il medicane?” mi sono chiesto facendo un sorriso, “Boh!”

In ogni caso Milo – il mio cane – deve scendere per i suoi bisogni e così ci incamminiamo sul percorso che siamo soliti fare. Cielo grigio, vento forte, fulmini e tuoni. Vuoi vedere che medicane è una tempesta? Perché non parlano in italiano alla televisione? Costava tanto chiamarlo semplicemente uragano? Brutti stronzi!

Tiro forte il guinzaglio e riusciamo a rifugiarci in una casetta prefabbicata. All’improvviso sento il rifugio che viene scosso, il vento è fortissimo, ci sentiamo sobbalzare sempre più fin quando la casetta non viene sradicata dal suolo e lanciata nel cielo. Perdiamo i sensi.

Al nostro risveglio siamo in un mondo alieno, colorato. Ad attenderci fuori dalla porta c’è un gruppo di nani che si fanno chiamare mastichini.

“Oh cazzo, sono finito nella favola di Biancaneve!”

Con loro anche una donna meravigliosa che dice di essere la Strega buona del Nord. Nella mia mente penso “Per me sarai per sempre la Strega Bona”. Ha un paio di scarpette rosse, appartengono alla Strega Cattiva dell’Est. È morta per colpa mia, schiacciata dal nostro rifugio, però sono tutti contenti.

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Mi chiede di indossarle. Deve avermi scambiato per un transgender. Comunque le metto ai piedi. Non mi stanno poi tanto male.

Mi dice anche di sapere come rimandarmi a casa. Devo seguire il sentiero dorato per raggiungere la Città di Smeraldo. Lì infatti c’è un mago, il “Grande e Potente Oz”, che può aiutarmi.

Seguo il consiglio e mi incammino con il mio amato cane.

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Lungo la strada inizia ad abbaiare. Nel mezzo di un campo di grano c’è qualcosa che si muove. È uno spaventapasseri.

È triste perché dice che nessuno gli da retta perché non ha un cervello. Per questo motivo vuole raggiungere il “Grande e Potente OZ”, solo lui può aiutarlo. Lo invito a venire con me, in fondo facciamo la stessa strada.

Ci rimettiamo in cammino, ma Milo abbaia di nuovo. Sul ciglio della strada notiamo una sagoma, sembra una statua. Si sentono dei piccoli cigolii. È un uomo di latta.

Muove gli occhi, indica il pizzo dell’olio a terra. Lui ha bisogno di essere oleato per funzionare. Lo faccio e riprende a muoversi. Mi dice di essere triste. Odia tutto e tutti perché dice di non avere un cuore,  per questo vuole andare anche lui dal Mago di Oz. Lui si che potrà aiutarlo.

“Facciamo la stessa strada, puoi venire con noi se vuoi”.

Così il nostro cammino riprende, come se fossimo la Compagnia dell’Anello, ma questa è un’altra favola.

Tutto ad un tratto sentiamo nuovi rumori provenire alle nostre spalle, il cane mi guarda e mi fa:

Stavolta abbaia tu perché io mi so rotto il cazzo

Un enorme leone inizia ad avvicinarsi e ci ferma. Ci dice che anche lui è diretto alla Città di Smeraldo, dice di avere bisogno di aiuto perché è si un leone, ma non si sente coraggioso.

“Non ti preoccupare” gli faccio, “Seguici, anche noi siamo diretti lì!”

Nemmeno il tempo di percorrere qualche chilometro che sentiamo da lontano i versi di scimmie urlatrici vestite in modo strano. Si avvicinano cantando e con la zampa destra alzata. Ci spaventiamo perché siamo in un rapporto di 4 (cane escluso) a 1000 e a loro piace attaccare quando è così.

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Lo spaventapasseri mi avverte che sono le scimmie della bionda Strega malvagia del Nord.

Inizia una lotta senza esclusione di colpi ma naturalmente loro hanno la meglio. Ci conducono così nel castello del nord. La strega vuole le mie scarpette rosse. Evidentemente nei negozi non se ne trovano di uguali.  Io non voglio e iniziamo a litigare, lei è testarda e riesce a sfilarmele ma io non ci sto, prendo la prima cosa che trovo, un secchio d’acqua e glielo lancio. La strega si scioglie. È bastato poco.

Spaventati riprendiamo il viaggio e finalmente giungiamo nella città di smeraldo.

Ad attenderci dietro la porta c’è lui, il Mago di Oz, il grande e potente Oz, ma non lo riconosciamo subito perché è mascherato.

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Molto gentile e con i modi di fare eleganti inizia a parlare con noi. Ci dice che ci aiuterà tutti, ma a modo suo.

“Spaventapasseri, tu vuoi a tutti i costi un cervello ed è per questo che ti faccio dono di questa laurea in filosofia ad honorem!”
Subito viene interrotto dallo Spaventapasseri che esclama: “In Filosofia? Ma non serve a un cazzo!”
Il grande e potente mago però non perde coraggio e gli risponde: “Vedi? Funziona, hai capito che filosofia non serve a un cazzo! Sei diventato intelligente”

“E tu Uomo di Latta, tu sei senza cuore. Per questo motivo stamattina dal macellaio me ne sono fatto dare uno”.  L’uomo di latta senza battere ciglio ringrazia, apre lo sportellino sul petto e ci infila il cuore.
Poi regola la temperatura a 180° e, dopo 20 minuti, prima lo fotografa per Instagram e poi se lo mangia.
Lui è sempre stato un ghiottone. Lo sanno tutti.

“E poi ci sei tu, Leone. Ti ho iscritto in palestra ad un corso di Judo, così ritroverai il tuo coraggio”.
Il Leone in lacrime ringrazia. Si sente già più forte. Ma secondo me il mago lo ha preso per il culo.

“E infine tu” – rivolgendosi a me – “Questo incubo finisce all’istante se batti due volte tra di loro le scarpette che hai ai piedi”

Tap tap

Mi sono risvegliato a casa mia.