Dopo un bel periodo di assenza torno a scrivere sul mio Blog. Voglio farlo su un argomento che mi sta molto a cuore, l’accanimento contro i videogames.
Da sempre gli adulti hanno trovato nuovi modi per rovinare ciò che piace ai giovani. Non mi piaceva da piccolo, non mi piace da adulto.
Sin dalla loro prima comparsa al grande pubblico negli anni 80, ad ogni notizia di cronaca, il sociologo/scienziato/genio di turno imputava la colpa ai videogames.
Una sparatoria? La colpa è di Call of the Duty o di Battlefield.
Un giovane che si riempie di pasticche? La colpa è di Pac-Man.
Un disoccupato sbatte i pugni contro i muri perché non trova soldi? La colpa è di Super Mario Bros.

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Negli ultimi giorni sarà capitato a chiunque di leggere notizie sul fenomeno del momento “Pokemon Go!” e nuovamente il sociologo/scienziato/genio di turno si è espresso dicendo la sua senza che nessuno glielo avesse chiesto.
“I Pokemon Go! sono il male per i giovani”.
“I giovani sono sempre più attaccati agli schermi, i Pokemon sono il male”.
“Ma uscite fuori a cercare un po’ di figa e non i Pokemon”.
Queste sono solo alcune delle cazzate che ho letto in giro per la rete.
Non voglio dilungarmi troppo, ma quando ero piccolo io negli anni 80, era famosa tra i bambini/ragazzi la caccia al tesoro. Gli organizzatori sparpagliavano per la città decine di oggetti che poi sarebbero stati inseriti in un elenco distribuito ai ragazzi. Questi si univano in piccoli gruppi e partivano per le ricerche. Vinceva chi per primo li raccoglieva tutti. Ecco allora mi chiedo: perché la caccia al tesoro si e i Pokemon no? Dove sta la differenza?
È sostanzialmente lo stesso gioco riscritto in chiave moderna. Allora perché riempire la testa dei ragazzi con tante minchiate? Perché arrogarsi il diritto di giudicare il come le persone decidano di trascorrere il proprio tempo libero? È così necessario ridicolizzare un semplice passatempo?

Prendiamo esempio dal Papa che non si è espresso a riguardo. Anche se forse non lo ha fatto perché avrebbe difficoltà nel criticare chi va in giro per il mondo a cercare di dimostrare la presenza di personaggi immaginari.
Gli adulti dovrebbero riflettere sulle vere cause del disagio giovanile. Una scuola inadeguata. I massicci investimenti in missioni di guerra a discapito di cultura e sport.

È ufficiale: gli adulti hanno rotto le palle.

Firmato
Un adulto

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