Uso i social per divertimento personale, chi mi segue dal lontano 2011 mi conosce bene, sa che difficilmente affronto notizie di cronaca. In questi ultimi giorni però due notizie mi hanno profondamente turbato. La prima, quella della ragazzina di 13 anni ripetutamente violentata nell’arco di 3 anni e a cui il paese le ha voltato le spalle liquidandola con il classico, vergognoso, codardo, maschilista, misogino: “…eh, però se l’è andata a cercare!”. La seconda quella di Tiziana, una ragazza che a causa di un suo video ha vissuto un incubo che l’ha poi condotta al suicidio.

Oggi abbiamo, come Società, la presunzione di credere di aver superato il Medioevo. Ma non è così. All’epoca le persone si emarginavano e umiliavano con la gogna. Oggi con i Social Network aiutati dai quotidiani. Oggi viviamo semplicemente in un nuovo Medioevo tecnologico.

Ricordo quando un anno fa sia Twitter che Facebook si riempivano di Meme che la sbeffeggiavano.
Ricordo ancora gli articoletti dei giornali che non solo facevano nome e cognome della ragazza, ma addirittura fornivano celate indicazioni per raggiungere i video.
Ricordo ancora i commenti tra le persone di strada. Ricordo ancora i commenti sui Social.

Oggi, all’indomani della tragedia, tutti hanno cambiato idea. Tiziana non è più quella “zoccola” che cercava la ribalta nel mondo del porno.

Ha sottovalutato i rischi facendosi riprendere? Si. Ha sopravvalutato gli “amici” a cui ha inviato i video? Purtroppo si!  Ma tutti facciamo sbagli. Errare è umano. Ma non è normale dover pagare con la propria vita per una bravata. Gli sguardi, i chiacchiericci sono stati un peso troppo grande per lei. Lo sarebbero stati per tutti.

Non dimentichiamo che a questa gogna mediatica hanno partecipato tutti, comprese le principali testate giornalistiche. In questa storia siamo tutti colpevoli: lei per la sua superficialità, chi non ha detto nulla, chi ha condiviso il video, chi lo ha ricondiviso, i bigotti dalla cronologia del browser scandalosa ma che non perdono occasione di giudicare gli altri, i Social e i Giornali.

Prendiamoci una pausa di riflessione, ne abbiamo bisogno.

È tremendo sapere che proprio quando hai più bisogno ti ritrovi puntate contro tante dita, tanti sguardi. È troppo facile dare addosso ed inveire contro chi è in difficoltà è più difficile aiutare.

Vergogniamoci.

 

 

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