Dopo una sciagura arrivano puntuali come un orologio svizzero gli sciacalli. Approfittano del caos per fare razzie negli appartamenti lasciati incustoditi. Questa vile caratteristica umana è vecchia come il mondo. Oggi però si è affiancato al mondo reale quello virtuale.
Ho notato col tempo che c’è una vaga somiglianza tra i frequentatori del mondo virtuale e gli automobilisti. Le persone in macchina cambiano. Diventano più aggressive, si sentono protette dall’abitacolo e tirano fuori il peggio di sé. Inveiscono, dicono parolacce, giudicano gli altri. Fin quando non scendono e ti accorgi di ciò che sono. Il nulla.
Vediamo qualche esempio. Partiamo da:

1. I Giornali

I veri giornalisti hanno fatto spazio ai Blogger. I veri articoli hanno fatto spazio alla purtroppo consolidata abitudine del:
– Visito un sito straniero
– Seleziono testo
– www google translate it
– Incollo testo
– Traduci
– Seleziono testo
– Incollo sul giornale

Tagliamo corto, lo sappiamo che le testate giornalistiche in estate non sanno cosa scrivere. Intere redazioni di giornali trascorrono le giornate in trepidante attesa del Giallo Estivo. Non sempre arriva. Poi, un giorno all’improvviso il terremoto arrivò… così gli articoli su come la starlette di turno abbia mostrato la sua vagina scompaiono per far spazio ad intere pagine di puro sciacallaggio mediatico. Come per incanto i blogger si riscoprono giornalisti. A tonnellate arrivano articoli tipo:

“L’alimentazione corretta di Pippo, il cane da salvataggio”
“Cosa si prova durante un terremoto”
“I lavori non erano a norma”

…ecco voglio soffermarmi su quest’ultimo tipo di articoli.
Negli States esiste un tipo giornalismo sconosciuto in Italia. Il Giornalismo d’inchiesta. Facciamo un esempio:

Azienda Tal dei Tali sversa liquidi cancerogeni in un fiume —> parte una segnalazione da parte di qualche cittadino a giornale Pinco Pallo -> I giornalisti vanno a fondo della questione -> Articolo di denuncia -> Parte la Class Action -> L’azienda è costretta a porre rimedio e rimborsare i cittadini e ripulire il fiume.

In Italia invece le inchieste partono dopo e rispettano la regola del “…e grazie al cazzo!”

“Gli edifici crollati non erano antisismici”
…e grazie al cazzo!_

”Probabili irregolarità edili nella realizzazione degli edifici”
…e grazie al cazzo!

“Probabili infiltrazioni mafiose nell’affidamento degli appalti”
…e grazie al cazzo!

Li vedi che fanno a gara a chi scrive la cosa più banale, corrono al Pc su Facebook per spulciare qualche foto nei profili personali delle povere vittime. Assillano i sopravvissuti con domande imbarazzanti non per un giornalista, ma per un appartenente al genere umano.
Vergognoso.

2. I Social Network

Leggo di sfuggita un post ”Ma è un terremoto?”, allarmato corro ad accendere la TV, nessuna notizia. Corro a visitare il sito di un giornale, niente. Così decido di cercare su Twitter “#Terremoto” e purtroppo ne ho conferma, qualcosa di orribile sta accadendo nel Centro Italia, aggiorno la ricerca e leggo altre notizie, aggiorno di nuovo ed iniziano a comparire gli Sciacalli 2.0. Tutto d’un tratto inizia a diventare sempre più difficile capire cosa stia succedendo perché con quell’hastag infatti iniziano ad apparire Tweet di gente che vuol farsi notare. La Protezione Civile dirama un’appello urgente? Li vedi che si affrettano per salvare l’immagine, fare copia e incolla del testo e accompagnano il tutto con un bel “Per favore RT”. Il sistema funziona, ho visto personalmente Tweet con millemigliaia di RT. Perché chi si trova a casa vorrebbe fare qualcosa e sapendo che in realtà non può fare assolutamente nulla allora casca in queste trappole 2.0 e gli Sciacalli 2.0 questo lo sanno e ne approfittano.
Qualcuno si è spinto anche oltre scrivendo in un battibaleno articoli sui propri blog:

#Terremoto (L’hashtag è d’obbligo se ci si vuole far notare) ecco la mia guida sul cosa fare

#Terremoto cosa penso della macchina dei soccorsi, ecco i miei suggerimenti

#Terremoto, sono un ingegnere ed ecco le fotografie in cui mostro quelle che secondo me sono irregolarità costruttive

Come se ai terremotati fregasse un cazzo della loro opinione.
Col senno del poi è si troppo facile parlare. Con il “se” siamo tutti bravi a parlare.
Perfetti idioti si trasformano in esimi professoroni universitari. Tuttologi, ecco cosa sono.
Il lunedì post partita sono tutti allenatori di calcio.
Dopo un attentato sono tutti esperti di politica estera internazionale.
Dopo aver cercato su Google sono tutti medici.

A parte lo squallore nella maggior parte dei casi queste persone non sono mosse da uno slancio di altruismo, la cosa triste è che il loro interesse è quello del far convergere traffico sui propri blog, aumentarne le visite e poi monetizzare (grossi numeri attirano agenzie pubblicitarie).

Non lo so. Ha ancora senso avere fiducia nel genere umano?

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