A Napoli esiste un detto: “A cervella è ‘na sfoglia ‘e cipoll‘”. Credetemi, non esiste metafora migliore per descrivere la complessità della nostra mente. Generlamente si usa questa frase quando si ha a che fare con gli atteggiamenti strani di qualcuno, ma il significato è davvero profondo oltre che molteplice. La cipolla infatti condivide con il nostro cervello diversi aspetti:  le sfoglie che la compongono sono molto sottili e quindi fragili e, in più, ogni cipolla è composta da numerosi strati, proprio come la mente umana.

Preso dalla curiosità, in questi giorni ho girovagato la rete alla ricerca delle sindromi mentali più strane e bizzarre mai studiate. Alcune le conoscevo già (grazie Scrubs!), altre mi hanno letteralmente stupito.

Ecco le 10 sindromi più strane e bizzarre mai studiate:

La Sindrome di Tourette

Deve il suo nome al suo scopritore, Geroges Gilles de la Tourette. È un disordine neurologico che può esordire soprattutto durante l’infanzia e che generalmente va via durante l’adolescenza. Si può presentare in forme lievi che provocano tic involontari in risposta a sensazioni insolite sino ad arrivare a forme più complesse che provocano sospiri e parole ripetute a sproposito. In una percentuale di pazienti che varia tra il 15 e il 20% queste parole ripetute come un tic possono essere parolacce.

La Sindrome di Capgras

Lo psichiatra che scoprì per primo questa sindrome fu Joseph Capgras nel 1923 che descriveva questa sindrome come l’illusione dei sosia.

In pratica chi ne è affetto vive nella convinzione che le persone a lui care siano state rimpiazzate da replicanti o da impostori. Generlamente questa percezione si ferma a parenti e amici, ma in casi più gravi anche ad animali e luoghi.

La Sindrome di Stendhal

A chiunque può capitare di restare incantati di fronte un’opera d’arte, ma c’è chi arriva ad un livello di immedesimazione tale da stare male sia fisicamente che psicologicamente. Proprio come capitò allo scrittore francese Stendhal, pseudonimo di Marie-Henri Beyle che all’uscita da Santa Croce iniziò a manifestare il suo malessere psicofisico.

Conosciuta anche come la Sindrome di Firenze (città in cui si è più volte manifestata) può provocare in chi ne è affetto: tachicardia, capogiro, vertigini, confusione, svenimento e allucinazioni. L’incidenza è maggiore quando l’opera d’arte è in un luogo piccolo.

Ipocondria (Sindrome del malato immaginario)

Tutti abbiamo amato gli ipocondriaci Carlo Verdone e Margherita Buy in “Maledetto il giorno che ti ho incontrato“. È forse tra le sindromi più diffuse, complice anche l’avvento di internet e dalla conseguente facilità nell’effettuare ricerche e autodiagnosi. È in pratica un disturbo psichico caratterizzato dall’eccessiva preoccupazione di una persona riguardo la propria salute. Spesso i soggetti sono convinti di possedere uno o più sintomi di una data malattia e fanno di tutto pur di guarire. È un disturbo conosciuto sin dall’antichità ed è soprattutto collegato ad ansia e depressione.

La Sindrome di Cotard

A scoprirne l’esistenza fu il neurologo francese Jules Cotard verso la fine del 1800. È anche conosciuta come la Sindrome dell’uomo morto, chi ne è affetto infatti è convinto di non essere più in vita, di aver perso tutti gli organi vitali e di aver perso tutto il proprio sangue.

È una delle malattie più rare al mondo ad oggi conosciute.

La Sindrome di Stoccolma

Volendola descrivere in modo semplicistico è il legame empatico tra vittima e malvivente che può crearsi a seguito di un forte trauma come un rapimento.  La vittima si sente quasi in debito per aver avuto salva la vita ed arriva quasi a giustificare il malfatto.

Il nome è riferito ad un episodio di cronaca svoltosi nel 1973 che vede come protagonista un giovane di nome Jan-Erik Olsson. Jan riscì ad evedare dal carcere di Stoccolma e a rifugiarsi all’interno di una villa allo scopo di rapinarla. All’interno della casa erano però presenti delle persone che Olsson sequestrò per oltre 131 ore. Agli ostaggi non fu torto un capello durante i quasi 6 giorni di prigionia e alla fine tutto si concluse per il meglio con la resa del delinquente. Ciò che emerse in seguito lasciò stupite le autorità, gli ex ostaggi affermarono che durante le ore del sequestro temevano più la probabile irruzione della polizia che Olsson. In linea generale tutti affermarono di provare sensazioni positive per il malvivente e che si sentivano in debito per la generosità dimostrata.

La Sindrome di Ganser

È conosciuta anche come psicosi carceraria o pseudodemenza isterica. In pratica è la simulazione più o meno volontaria di disturbi mentali da parte dei carcerati, disturbi che diventano più evidenti quando i pazienti sono consci di essere osservati.

La Sindrome della mano aliena

Chi ha visto il Dottor Stranamore saprà di cosa stiamo parlando. È anche nota come la “Sindrome della mano anarchica“. È un disturbo neurologico che insorge soprattutto a seguito di delicate operazioni che coinvolgono gli emisferi cerebrali. In pratica si perde il controllo della propria mano (di solito la sinistra), si muove con gesti involontari e spesso cerca addirittura di impedire i movimenti all’altra mano.

La Sindrome di Parigi

Ad esserne principalmente colpiti sono i turisti provenienti dal Giappone. Parigi per i giapponesi è la città da visitare. Questo desiderio di una vita porta i futuri turisti ad idealizzarla a tal punto che quando finalmente riescono a farvi visita ne restano delusi a tal punto da avere ripersussioni a livello psicofisico. Allucinazioni, deliri di persecuzione, ansia, tachicardia sono soltanto alcuni dei disagi sperimentati dalle povere vittime. Il fenomeno non è raro tanto che l’ambasciata giapponese di Parigi ha dovuto istituire un numero verde per fornire supporto psicologico a chi ne è colpito.

La Sindrome del doppione

Le persone che sofforno di questa particolare sindrome sono convinte che esista un doppione di loro stesse con lo stesso aspetto ma con personalità diversa. Spesso diventano furiosi perché sicuri che il doppione abbia rubato il loro aspetto esteriore.

 

Spesso tendiamo a dimenticare di quanto siamo stati fortunati nell’aver avuto delle vite sane. Troppo spesso ci lamentiamo ingiustamente. Basta fare un po’ di ricerche per scovare strani mali che rendono la vita difficile a chi ne viene colpito e i loro cari.

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