Io odio il Rap italiano. Odio i “rapper” italiani che dicono: Zio.
bellazio
Il Diavolo lo aggiunse anche ai peccati capitali, ma Dante non capì una sega e pensò che fosse l’ozio.
Sono gli stessi che negli anni 90 cantavano: “Yo + fratello e/o sorella“.
Jovanotti ad esempio è uno dei casi più famosi.
Poi si vede che negli anni che intercorrono tra il 2000 e il 2015 i “fratelli” e le “sorelle“, a cui dedicavano canzoni, hanno avuto dei figli e per questo hanno iniziato a cantare pezzi farciti qui e li di “Bella a zio“.
Ora se 2+2 è uguale a 4, e se tanto mi da tanto, prima o poi si sposeranno ed inizieranno a cantare “a bello de papà“.
Fermiamoli! Prima che tra il 2025 e il 2040, credendo di essere nostri nonni, inizino a viziarci regalandoci caramelle con i loro cd. Inizieranno a “cantare” sulla questione che ci vedono magri e che dovremmo mangiare di più le paste al forno preparate dalle nonne. Magari dedicheranno interi pezzi alla lentezza dei lavori delle metropolitane.
La musica Rap è denuncia di diseguaglianze sociali. Ne ho le palle piene di pseudo cantanti “rap” italiani mascherati da gangster americani e addobbati con catene che manco l’albero di Natale.
Basta, abbiate pietà delle nostre orecchie!

 

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