È una favola dal significato profondo, spesso erroneamente attribuita ad Esopo, ma che in realtà ha origini ben più antiche che risalgono alla tradizione del Pañcatantra nell’India del III secolo a.c.. È conosciuta come la favola dello scorpione e della rana.

Uno scorpione camminava lungo la riva di un fiume cercando di trovare un modo per attraversarlo, se lo avesse fatto da solo sarebbe affogato, gli scorpioni infatti non sanno nuotare. Durante il suo continuo passeggiare avanti e indietro notò una rana e le si avvicinò:

– Ho visto che stai per tuffarti nel fiume e volevo chiederti una cosa
+ Si, è vero. Sono però preoccupata perché ho visto che nel cielo c’è un uccello che mi ha preso di mira
– Ho un’idea, perché non mi fai salire sulla tua schiena? Io potrei proteggerti dai tuoi predatori in cambio di un passaggio sull’altra sponda
+ No, lascia stare. Sono sicura che durante il tragitto mi pungeresti
– Si ma se lo facessi morirei anche io, non so nuotare. Non corri nessun pericolo, è un accordo che fa comodo ad entrambi

Il ragionamento dello scorpione non faceva una piega e la rana quindi accettò. Così scese in acqua ed invitò il nuovo amico a salire. I due intrapresero la traversata.

Arrivati a metà tragitto però lo scoprione si mosse, sollevò in aria la sua coda e con forza la affondò nel corpo della rana.

Il veleno iniziò ad andare in circolo e la rana incominciò a perdere le forze. Negli ultimi istanti di vita esclamò:

– Perché lo ha fatto? Adesso moriremo entrambi!
+ Non è colpa mia, è la mia natura!

Spesso, nella vita, ci ritroviamo ad aver bisogno dell’aiuto altrui. Spesso, presi dalla disperazione del dover fare una rapida scelta, decidiamo di avvalerci dell’aiuto sbagliato.

5.00 avg. rating (98% score) - 3 votes
Non guadagno nulla con il mio blog e non sono interessato a farlo. Qui non troverai mai banner pubblicitari, se però questo articolo ti è piaciuto, ti ha trasmesso qualcosa o fatto riflettere condividilo sui tuoi Social preferiti per farlo leggere ai tuoi amici.