Qualche settimana fa ho pensato ad una breve favola. Adoro le favole e su questo blog, nel tempo, ne ho riportate e scritte parecchie. Questa ha a che fare con la vita dopo la morte, naturalmente non è triste, sono un cazzaro e non amo le cose “pesanti”. Non voglio dilungarmi, la chiameremo “Il ladro e la luce in fondo al tunnel

Un famigerato ladro ateo, dopo una vita trascorsa a compiere rapine, viene ferito gravemente da un colpo di pistola durante l’ultimo furto. Trasportato in ambulanza viene assistito dai paramedici, ma non ci sono speranze. Poco prima di esalare l’ultimo respiro il ladro ascolta i dialoghi degli infermieri:

– Se l’è meritato
+ Finalmente brucerà all’inferno!
* Ladro schifoso, che il Diavolo possa torturati in eterno!

Pochi minuti e il ladro muore. Una luce in fondo al tunnel, la segue, sente in lontananza delle voci, si dirige verso quelle, il bagliore si affievolisce. Quelle voci lontane diventano sempre più chiare ed inizia a riconoscere i volti dei suoi cari. Ad un tratto gli si avvicina un suo vecchio amico morto anche lui per una rapina qualche anno prima:

– Ehi, non mi aspettavo di vederti così presto
+ Mi sei mancato, quante ne abbiamo combinate insieme?
– Troppe!
+ Vero amico mio! Ti prego però, ho bisogno di sapere due cose…
– Dimmi pure
+ Dove siamo?
– Sei morto, no? Questo è ciò che c’è dopo la vita. Il nascere è una lotteria. Se nasci da persone ricche allora avrai una vita facile. Se nasci in terre prospere allora vivrai negli agi, ma se nasci in terre povere ti tocca una vita misera. Qui questo non succede, la morte ci ha reso tutti uguali. Non dovrai più rubare. Qui potrai avere tutto ciò che vuoi per migliorare te stesso.
+ Ma questa è una cosa fantastica, dimmi una seconda cosa però. E da quando sono arrivato che volevo chiedertelo, cosa sono queste urla strazianti di dolore che si sentono in lontananza? Sembra una cosa terribile…
– Amico mio quello è un luogo di torture, dove le persone soffrono per sempre tra la grinfie di esseri terribili, quello è l’Inferno dei cristiani, a loro è sempre piaciuta immaginarla così la vita dopo la morte.

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